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Il più maldestro dei tiri è un saggio narrativo che utilizza il calcio come chiave di lettura della memoria collettiva, della politica e della cultura italiana e internazionale.
In un campo affollato, a ridosso dell’area di rigore, si muovono figure che appartengono a mondi diversi: sportivi, politici, filosofi, artisti, intellettuali. Andrea Pirlo, Silvio Berlusconi, Zidane, Pantani, Obama, Brera, Zizek, Mourinho, Manzoni e molti altri condividono simbolicamente lo stesso terreno di gioco, trasformando una partita impossibile in una riflessione corale sul nostro tempo.
Il calcio diventa così linguaggio universale, metafora del potere, della memoria e delle scelte collettive. Una cronaca surreale che si fa saggio, racconto e conversazione, capace di attraversare decenni di storia recente, dal berlusconismo alle grandi narrazioni sportive, fino a interrogarsi sul significato politico di un semplice calcio di punizione.