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Piccoli ciclopi e altri sogni è una raccolta in cui il sogno diventa materia narrativa: frammenti accostati con logiche imprevedibili, scene illogiche e fantastiche, piccoli cortocircuiti di senso che restituiscono la magia dell’onirico.
I 50 sogni che compongono il libro conservano i meccanismi liberi del sogno — senza causalità, senza spiegazioni, senza continuità — ma, allo stesso tempo, appartengono al genere dell’exercice de style: un artificio consapevole, costruito con precisione, dove la fantasia si intreccia al gioco letterario.
Ne nascono pagine di sottile (e innocua) comicità: l’io narrante — anzi, sognante — si ritrova a essere Garibaldi, Qui Quo Qua, Pipino il Breve, Zorro, Cenerentola, Paolina Borghese e molti altri, catapultati in situazioni incongrue e insensate, “da sogno” appunto. Il sorriso del lettore, vero obiettivo dell’autore, nasce soprattutto dai giochi di parole, protagonisti assoluti di un irresistibile nonsense.