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Ieri notte si apre con un tuono e con la vista di un manifesto funebre in via della Sanità: un segnale che introduce sette racconti ambientati in una Napoli capace di dissolvere i confini tra veglia e sonno, tra gioco e paura, tra vita e oltre.
Le storie fluiscono l’una nell’altra, come angoli di un’unica esistenza metaforica: una voce che arriva dal mare, un’incuria che si fa tormento, un incubo che resiste alla luce del giorno, una conversazione rimandata da troppo tempo. Ogni racconto illumina una diversa dimensione emotiva e simbolica della città.
Nell’ultimo episodio, proiettato nel futuro prossimo, un rogo inatteso e l’ultimo desiderio di un morente — giocare a pallone al Belvedere di San Martino — diventano il fulcro di una meditazione più ampia sul destino, sulla memoria e sulla fragilità dei legami.
Ieri notte è un viaggio nella Napoli più misteriosa e poetica, dove tutto parla, tutto ritorna e tutto si trasforma.