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La nota di rosa racconta la storia di Gualtiero Sammartino, uno scrittore burbero, lucido e vagamente snob che si trova bloccato di fronte alla necessità di scrivere un nuovo romanzo. Un blocco creativo peculiare, diviso tra un flusso di coscienza ironico e corrosivo e ricordi autobiografici che riaffiorano senza tregua: infanzia, famiglia, amori, relazioni infinite alle quali attribuisce una centralità disperante e quasi dongiovannesca.
Di origini proletarie e cresciuto nei quartieri di Miano, Secondigliano e Scampia, ma oggi immerso in una condizione borghese, Gualtiero osserva il mondo che lo circonda con una verve sferzante e crudelmente politically incorrect. Eppure il racconto che tenta di costruire si rivela presto un cul-de-sac narrativo ed esistenziale, dal quale sembra impossibile uscire.
La sua vicenda diventa così metafora dello stallo di una città divisa tra modernizzazione violenta e nostalgiche — e talvolta goffe — rievocazioni di tradizioni e memorie. Come potrà mai sbloccare questa impasse tragicomica?
Forse l’amore. Forse un varco inatteso. Durante una passeggiata nei quartieri della sua giovinezza, in cerca di ispirazione, Gualtiero incontra Luisella: un amore antico, rimasto sospeso nel tempo. Da quel momento qualcosa si muove, e forse proprio lì si apre il passaggio che cercava… forse.