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Scampia trip nasce dall’urgenza di restituire uno sguardo autentico su un quartiere troppo spesso raccontato solo attraverso l’emergenza, la violenza e la morte.
Nella città delle emergenze, Scampia sembra esistere esclusivamente quando ci sono morti ammazzati, alimentata dall’occhio superficiale e distorto dei media, che speculano sui luoghi comuni e sui simboli del degrado per poi lasciarli ricadere nell’oblio.
In contrasto con questa narrazione dominante, il libro mette in luce l’esistenza quotidiana di associazioni, gruppi di volontariato e centri culturali che operano ogni giorno nel quartiere, migliorandone le condizioni di vita, ma la cui presenza viene sistematicamente ignorata.
Scampia trip è il racconto di un territorio osservato dall’interno, con gli occhi di chi è nato a Scampia, ci è cresciuto e ha infine scelto di restare, opponendo alla retorica dell’emergenza una narrazione fatta di relazioni, impegno e resistenza.
Il libro si propone così come un controcampo narrativo, capace di restituire complessità e dignità a un luogo ridotto troppo spesso a stereotipo, e di restituire voce a chi vive il quartiere ogni giorno.